L’autunno è probabilmente la stagione più interessante per chi ama vestirsi bene.
Non soltanto perché tornano lane, flanelle, cashmere e tessuti più materici. Ma perché torna la possibilità di costruire ciò che indossiamo.
Durante l’estate cerchiamo soprattutto leggerezza. In autunno possiamo invece lavorare con pesi, consistenze e sovrapposizioni differenti.
E proprio qui nasce una delle idee più interessanti del guardaroba maschile: vestirsi a strati non significa semplicemente aggiungere capi.
Significa scegliere come farli dialogare tra loro.
Non partire dai capi, ma dalle giornate
Quando penso a un guardaroba, raramente parto da una lista di ciò che dovrebbe contenere.
Preferisco partire dalla vita di chi dovrà indossarlo.
Quanto tempo trascorre in ufficio?
Quanto viaggia?
Quanto sono formali i suoi incontri?
Quanto cambia il suo modo di vestire tra mattina e sera?
Un guardaroba ben costruito dovrebbe riuscire ad accompagnare queste situazioni senza obbligare ogni volta a ricominciare da zero.
Per questo una buona giacca non dovrebbe funzionare con un solo pantalone. Un pantalone non dovrebbe richiedere necessariamente una determinata giacca. E un capospalla dovrebbe poter accompagnare più di una combinazione.
La versatilità non nasce dalla quantità. Nasce dalle relazioni tra i capi.
Il peso è il primo strato
Prima ancora di parlare di colori, considero sempre il peso e la consistenza dei tessuti.
Una flanella introduce morbidezza e profondità.
Un tweed leggero porta maggiore struttura e una superficie più evidente.
Il cashmere aggiunge calore senza necessariamente aggiungere rigidità.
Una lana pettinata mantiene invece una linea più pulita e formale.
Nessuno di questi materiali è migliore in assoluto.
La domanda interessante è un’altra:
che ruolo deve avere quel capo durante la giornata?
È questa risposta che dovrebbe guidare la scelta del tessuto.
Vestirsi a strati non significa vestirsi di più
Una delle idee più comuni sull’abbigliamento autunnale è che sovrapporre significhi semplicemente aggiungere.
Camicia. Maglia. Giacca. Cappotto.
Ma una buona sovrapposizione funziona esattamente al contrario: ogni elemento deve avere una ragione per essere presente.
Una maglia sottile può permettere a una giacca di accompagnarci più a lungo nella stagione.
Una giacca con una costruzione più morbida può essere indossata sotto un capospalla senza creare rigidità.
Un pantalone con maggiore consistenza può dare equilibrio a una giacca più leggera.
Non si tratta quindi di quanti capi indossiamo.
Si tratta di equilibrio tra ciò che sta sopra, sotto e accanto.
La materia cambia il modo in cui percepiamo il colore
In autunno anche il colore acquista una dimensione diversa.
Un grigio in flanella non è lo stesso grigio di una lana pettinata.
Un marrone in tweed reagisce alla luce diversamente da un tessuto liscio.
Un blu più profondo può apparire completamente diverso quando la superficie del tessuto diventa più morbida e materica.
Per questo, quando arrivano i mesi più freschi, non penso soltanto alla palette.
Penso alla texture.
È spesso la materia, molto più del colore, a dare profondità a un guardaroba.
Un guardaroba che moltiplica le possibilità
Un guardaroba ben progettato non dovrebbe richiedere decine di capi.
Dovrebbe permettere a pochi elementi scelti correttamente di creare molte possibilità.
Una giacca che funziona con due o tre pantaloni.
Un pantalone che può passare da una camicia a una maglia.
Un capospalla sufficientemente pulito da accompagnare un abito, ma abbastanza naturale da essere indossato anche in un contesto meno formale.
Quando questo accade, vestirsi diventa più semplice.
Non perché abbiamo meno scelta.
Ma perché le scelte iniziano a funzionare insieme.
Prima di aggiungere, osservare
L’inizio dell’autunno è anche il momento migliore per guardare ciò che già possediamo.
Non per sostituirlo.
Per capire cosa manca.
A volte è una giacca.
Altre volte un pantalone capace di collegare capi che utilizziamo poco.
Oppure un capospalla che permetta al resto del guardaroba di accompagnarci durante una parte più lunga dell’anno.
La domanda, quindi, non dovrebbe essere:
“Cosa devo comprare questa stagione?”
Ma:
“Cosa renderebbe più completo ciò che possiedo già?”
È da questa domanda che, molto spesso, nasce un guardaroba costruito bene.








